Lords of Knowledge

Vai al corpo della paginaOhmnibus.net

Benvenuti nel sito web di Lords of Knowledge

Scarica liberamente il manuale di Lords of Knowledge
Richiedi una copia cartacea del manuale di Lords of Knowledge

Lords of Knowledge è un Gioco di Ruolo tradizionale (carta & matita) con un'ambientazione a metà tra fantasy e fantascienza fatto di Acciaio, Magia e Tecnologia.

Il gioco può essere liberamente scaricato e distribuito sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0.

Ultime Notizie

: [RdL] La via del penitente Post dal blog

Mostro talpa (Blind Molebear by Ian Jacobson)

Tempio abbandonato, mattino del 5° ahner crescente (17 aprile)

Sollevata la botola della cucina, i nostri eroi si trovano di fronte ad una scala a chiocciola che scende verso l’oscurità, sufficiente a far passare una sola persona alla volta. Ad una prima occhiata la scala non sembra essere stata usata di recente, ma dal basso sale un pungente odore di umidità, muffa e di qualcosa di indefinito ma disgustoso. Lungo le pareti della scalinata ci sono affreschi di scarsa qualità, rappresentanti la creazione dell’universo secondo la religione Spiritualista; gli affreschi sembrano essere molto vecchi e dipinti da mano dilettantesca. Con Coraggio ed audacia Fioravante si offre per aprire la fila durante la discesa, suscitando la sincera ammirazione di Diogenes.

La scala scende verso il basso per almeno 15 metri, le pareti sono affrescate per tutta la lunghezza della scala che finisce in una stanza a semicerchio. Di fronte agli eroi scesi dalla scala si parano tre porte: una, al centro della mezzaluna, riporta sopra la scritta “Il cammino dei sapienti” ed è in materiale roccioso, apparentemente senza alcun tipo di serratura o maniglia; la porta nella parte destre dalla mezzaluna riporta sopra di essa la scritta “Il cammino dei penitenti” ed è in legno con una serratura ed una maniglia; la porta nella parte sinistra della mezzaluna è leggermente più piccola delle altre e gli affreschi che la circondano hanno motivi naturalistici meno ridondanti e arzigogolati del resto delle pareti, inoltre, la porta ha un aspetto più umile e anonimo della altre due, pur essendo in legno come la seconda.

Dopo un breve conciliabolo ed un tentativo fallito di aprire la porta dei Sapienti, compiuto da Rayanna, i nostri eroi decidono di avventurarsi attraverso la porta di sinistra, quella senza scritta sopra. Oltre la porta c’è un corridoio basso, con soffitto ad arco, che prosegue per circa 6 metri in linea retta, sino ad aprirsi su una stanza quadrata. All’interno della stanza ci sono 6 giacigli di paglia con delle coperte usurate; i giacigli sembrano essere in disuso da tempo, ma Myristica riesce comunque a trovare all’interno di uno di essi una pergamena magica che Diogenes identifica come un Talismano di Scongiuro. Il Talismano viene affidato a Rayanna, visto che gli altri membri del gruppo non possono trasportarlo senza il rischio di renderlo inutilizzabile. Per ringraziarci, Rayanna dà a tutti gioiosamente la scossa, e Fioravante la invita a farsi curare. Subito dopo lo stesso Fioravante tiene un’interessante lezione sulle porte segrete a Diogenes, che ascolta interessato.

Appurato che non ci sono altre uscite in questa stanza, il gruppo ritorno alla stanza con le 3 porte e decide di intraprendere il Cammino dei Penitenti, perciò apre la porta di destra della mezzaluna. Il corridoio dietro la porta è simile a quello già incontrato, ma più grande nelle dimensioni e lungo; inoltre alle pareti si notano dei portatorce, privi di queste ultime; non si rivelano tracce evidenti di passaggio. Il corridoio prosegue per 10 metri e poi si apre in una stanza dalle dimensioni simili a quelle della stanza dormitorio, anche se qui c’è un’altra apertura nella parete di fronte a quella da cui arrivano gli eroi. Ai due lati della stanza ci sono delle panche e fissati alle pareti, sopra le panche, dei ganci metallici; su una delle panche c’è una veste nera, un vecchissimo abito rituale che secondo Fioravante può valere qualcosa, a differenza del pezzo di un rosario di legno che Myristica trova nelle tasche. Nella stanza c’è un intenso odore, simile a quello di cipolla, che proviene dall’apertura inesplorata.

Il corridoio, oltre l’apertura, vira verso Nord, ma appena Fioravante imbocca il corridoio pesta qualcosa di nero ed oleoso, il cui odore lo identifica come Olio di Roccia, un liquido infiammabile per torce e lanterne non molto usato. A questo punto Fioravante e Rayanna, che vedono nel buio, proseguono da soli lasciando i portatori di torce indietro. Percorsi 5 metri il corridoio ha una biforcazione; svoltando a sinistra, dopo altri 5 metri, c’è una piccola stanza quadrata contenente alcune casse, dei barili, 2 dozzine di torce e un paio di candelabri in metallo. Uno dei barili perde liquido (l’olio di roccia che si è riversato nel corridoio). I due esploratori tornano indietro e riprendo il cammino lungo il corridoio.

Dopo 5 metri nell’altra direzione il pavimento non è più ricoperto dall’olio, ma delle vibrazioni fortissime provenienti dalla terra preannunciano l’arrivo di quella che si rivelerà essere una Talpa Gigante con le braccia ricoperte di roccia. Fioravante e Rayanna chiedono aiuto e arrivano prima il Maestro Yanagi e Hisui, che picchiano il mostro, poi Myristica e Galaele che gli piantano un paio di frecce nel corpo, poi, mentre Diogenes sta arrivando, chiama anche Ted, che però, portando la lanterna sopra l’olio, lo fa divampare. L’effetto è che tutti finiscono a terra compresa la talpa gigante, ed è a quel punto che Yanagi e Hisui colpiscono con velocità e forza incredibili la creatura che cade a terra morta. Myristica prova a pulire la fuliggine da Galaele, ma viene scansata malamente e sembra accusare l’ennesimo rifiuto del bel mercante di pelli; nel frattempo Diogenes presta le prime cure al povero Ted, che oltre ad essere svenuto è costretto a subire i rimbrotti degli ingrati eroi. Fioravante decide che esplorare con le sue mani gli orifizi della creatura morta sia una buona idea, per verificare la presenza di organi riproduttivi. A questo punto il gruppo esplora meglio la stanza dei barili e trova alcuni oggetti ritualistici che possono avere un qualche valore, oltre ad un anello con tre chiavi: 2 di ferro e 1 di rame, ma nessuno particolarmente complessa o raffinata.

Decidiamo allora di proseguire nel corridoio oltre la talpa morta, dal quale si sentiva, appena percettibile, un rumore di acqua che scorre. Il corridoio prosegue per 15 metri e poi svolta a sinistra, prosegue per altri 5 metri e arriva ad una porta di legno parzialmente scardinata, che Fioravante apre completamente, rivelando dietro di essa una stanza ottagonale.

La stanza ha una statua ad ogni angolo, ognuna raffigurante una delle divinità maggiori; di fronte ad ogni parete c’è una colonna (tranne che in quelle Nord e Sud). Sul pavimento, al centro della stanza, c’è un lampadario (probabilmente caduto dal soffitto), nel resto della stanza panche rovesciate un po’ dappertutto. Sul soffitto si nota un dispositivo con un Cristallo, dall’aspetto ormai familiare, e nei pressi 4 sanguisughe di Bugat, che si staccano dal soffitto e atterrano sul pavimento assumendo una forma vagamente umanoide e una posizione eretta, seppur non sostenute da veri e propri arti inferiori, ma da una coda di sangue...

Fine diciannovesima puntata.

Resoconto a cura di Diogenes
Immagine (c) by Ian Jacobson

: ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #10 Post dal blog


In quel tempo, Diogenes non aveva ancora iniziato a tenere le sue lezioni, ma già dispensava filosofia nelle osterie e nelle strade, quando trovava gruppi di ascoltatori, offrendo loro da bere o viceversa.

Una sera, all’Insegna Grigia, egli arrivò già alticcio, e i due bicchieri di vino ordinati sciolsero la lingua al Maestro, che iniziò una lunga dissertazione su politica religione e amore. Parlò con gli astanti per diverse ore, e quando uno se ne andava, si rivolgeva ad un altro, uno qualsiasi.

Alla fine qualcuno se ne lamentò col proprietario che, avvicinandosi al tavolo di Diogenes da dietro il bancone in un raro momento di pausa del Maestro, lo riprese così: “Senti, Diocoso, ma non sei stanco di sentire la tua voce?”

Diogenes fissò il proprietario, sorrise e, dopo aver fatto un sorso di vino, rispose: “In realtà, amico mio, provo molto piacere ad ascoltarmi: è uno dei miei piaceri più intensi. Ho spesso lunghe conversazioni con me stesso, e sono talmente bravo che a volte non capisco nemmeno una parola di ciò che dico.”

Tra le risate dei presenti, il proprietario poté solo tornare dietro il bancone borbottando improperi.

: [RdL] La febbre dell’argento Post dal blog

Argento nativo
Miniera abbandonata, 4° enhor crescente (16 aprile)

Piotr riconosce immediatamente le pietre per quello che sono, minerale di argento. Saputo che ce ne è dell’altro, organizza assieme ai compagni lo svuotamento del pozzo prima che avvengano altri crolli. Dopo tre ore di duro lavoro ma senza sentire fatica per l’eccitazione caricano sul carretto 150 kg di pietre.
Durante il viaggio di ritorno verso Coppetti si scatena un’accesa discussione su come proteggere il minerale dai furti e se sia opportuno portarselo dietro durante l’imminente caccia alle streghe del tempio sconsacrato. Il bottino viene suddiviso per 9 anziché per 6. A Piotr proprio non va giù che anche Ted percepisca una parte del bottino visto che fino a quel momento non è stato altro che un portatore di torce stipendiato dai von Matterhorn, così come sostiene sia meglio seppellire il tesssoro diversificandolo in tanti punti differenti per precauzione. Galaele, Piotr, Rayanna e Fioravante seppelliscono la loro parte mentre gli altri si portano dietro quasi 17 kg di materiale a testa. Diogenes stimerà la sua parte in 2500 drog meno il costo della lavorazione del materiale.
Arrivati a Coppetti ormai di notte consegnano i resti di Mastiagatti alla vedova che chiede di portarli nelle sue stanze. L‘indomani mattina dopo il pagamento della ricompensa, subito suddivisa in 9 parti, il gruppo parte alla volta del tempio abbandonato.

Tempio abbandonato, mattino del 5° ahner crescente (17 aprile)

Il sentiero poco battuto viene presto inghiottito dalla vegetazione, il carro arriva fino ad un grosso rovo che sbarra la strada e lì viene abbandonato. Il maestro e Hisui lasciano sul carro incustodito la loro parte di bottino pesando circa la metà del loro peso corporeo invece Ted, Myristica e Diogenes non ne vogliono sapere nemmeno di seppellirlo e se lo portano dietro malsopportando le lamentele del westan che ad ogni albero borbotta un “ve lo avevo detto”.
Dopo 30 minuti di strada faticosa in una fitta vegetazione si arriva ad un tempio che appare come rudere. Il tetto una volta di legno ormai non esiste più, le pareti sono in muratura ci sono delle finestre a vetrata fissa ed una porta di legno invecchiato chiusa. Dopo il fallimento dello scassinamento Piotr è costretto a sfondare la porta facendo volare ovunque pezzi di cardini. Dentro si presenta come un unico ambiente , le immagini delle 8 divinità maggiori alle pareti, delle panche rotte al centro un altare spoglio e coperto di polvere sul fondo con due porte. A destra si raggiunge quella che era stata la cucina. Sul muro una scritta parzialmente coperta da un pensile attaccato solo da un lato: “LA VERITÀ VA...”. Rialzando un pensile Diogenes e Fioravante se lo tirano rovinosamente addosso ma almeno riescono a leggere la scritta: “...CERCATA NEL PROFONDO”. Fioravante trova una botola ben nascosta sotto un altro mobile… Prima di scendere si ispeziona il resto del piano.
La porta a sinistra dell’altare dà su un corridoio che porta da un lato ad una celletta dove il maestro recupera un vecchio libro di preghiere strappato probabilmente durante l’invasione auran e dall’altro un ambiente dove la vegetazione ha sfondato la finestra ed è penetrata all’interno. Piotr vede un movimento con la coda dell’occhio, probabilmente un animale di medie dimensioni si è rifugiato nella vegetazione ed è fuggito dall’apertura. “C’è qualcosa là!” e parte all’attacco verso l’esterno a testa bassa… Mentre fa il giro gli altri stabiliscono che si tratta della tana di qualche animale. Arrivato all’esterno dell’apertura Piotr non trova nulla, sarà stato troppo lento (maledette gambe corte) e da una falciata rabbiosa al rovo. Dopo aver sfogato parte della rabbia rientra per dare un contributo maggiore alla missione. Tornati in cucina, Piotr “l’apritore di porte”, spalanca la botola e...

Fine diciottesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (CC BY-SA 3.0Aangelo

Stonhenge

Vai al sito precedenteStonhenge: Il Webring dei GdR gratuiti italianiVai al sito successivo

[ Precedente | Home | Successivo ]


Made with Cascading Style Sheet Valid CSS Valid XHTML 1.0 Official Ohmnibus Production


Siete invitati a collaborare in qualsiasi modo. Scrivetemi!

"Signor webmaster, posso vedere di nuovo l'introduzione?"