Lords of Knowledge

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Lords of Knowledge è un Gioco di Ruolo tradizionale (carta & matita) con un'ambientazione a metà tra fantasy e fantascienza fatto di Acciaio, Magia e Tecnologia.

Il gioco può essere liberamente scaricato e distribuito sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0.

Ultime Notizie

: Lotta nel fango Post dal blog

beast by Roman Semenenko

Giungla di Tiwia, pomeriggio del 10° nehener pieno (24 agosto)

Wotan istintivamente si butta di lato ed evita la maggior parte del veleno nebulizzato che irrita la pelle, brucia i polmoni e intorpidisce i muscoli. Un istante dopo il serpente si inabissa nell'acquitrino, evidentemente più profondo di quanto sembri a prima vista.

La pozza d'acqua tra il gruppo ed il serpente si estende verso la loro sinistra formando una mezzaluna.  Bastiano immaginando l'angusta profondità delle acque opta per una fuga repentina, non prima di aver afferrato un uovo - ossia la cosa più preziosa in quel luogo a parte le loro vite. A nulla valgono i suoi incitamenti a seguirlo.

Sulla sinistra un'"esplosione" d'acqua annuncia la presenza del serpente, le cui spire si dimenano generando vistosi spruzzi. Sospettando che si possa trattare di un naga, Diomira usa un potere di scongiuro che di fatto colpisce violentemente la bestia con un°onda d°urto che ne scuote il corpo. 

Wotan afferra a sua volta un uovo e dopo essersi sottratto alla vista degli altri lo nasconde nel terreno per evitare che cada nelle avide grinfie della corporazione.

L'enorme coda si solleva e spazza l°intera area con un colpo che, vuoi per fortuna vuoi per abilità, tutti riescono ad evitare.

Bastiano nel frattempo viene colpito da frecce scoccate dalla boscaglia. Stordito dal veleno decide di cercare riparo dietro un tronco. Wotan vede delle figure muoversi velocemente tra i cespugli e si avvicina per poterla attaccare.

Rodrigo si avvicina ed entra nello specchio d'acqua fino alle cosce, disposto a far da esca pur di poter attaccare il serpente. L'attacco del bestione non si fa attendere, e Giannunzio, che non aspettava altro, lo colpisce con un fulmine fiammeggiante. Rodrigo invece viene afferrato per i piedi e trascinato sott'acqua.

Altre tre frecce vengono scagliate contro Bastiano, ma stavolta si conficcano nell°albero che aveva scelto come copertura. Le radici dell'albero però si animano e tentano di afferrarlo. Decide di ritornare indietro per ricompattare il gruppo (che a parte lui e Wotan è già compatto) ed avvisare tutti della presenza di uno sciamano nascosto ed esorta Wotan (anche se non sa dove si trovi) a suonare nel fischietto per chiamare in aiuto i Hroak.

Sott'acqua Rodrigo non si fa prendere dal panico e mira agli occhi del serpente riuscendo a fargli allentare la morsa quel tanto che basta per permettergli la fuga. Scalcia violentemente le acque per tornare in superficie, ed Alona lo aiuta ad uscire dal pantano. Nello stesso momento due enormi ragni, probabilmente parte della "nidiata" incontrata il giorno prima, cadono addosso a Diomira e Wotan intrappolandoli in una trappola di tela. Stessa sorte capita ad uno dei cavalca lupi.

Wotan si libera agilmente della tela ed attacca il ragno, amareggiato di un tale segno di irriconoscenza dopo aver lasciato libero un suo fratello. Abbatte pesantemente il suo machete uccidendolo sul colpo.

Bastiano viene avvolto da un fitto sciame di insetti che limita i suoi movimenti, ma nonostante questo carica il ragno che imprigionava Diomira assestandogli due colpi in rapida successione, uccidendolo. Il combattente depresso esorta spazientito gli altri a lasciar perdere la serpe e concentrarsi sui cavalca lupi.

Rodrigo accecato dall°ira ignora il compagno e scaraventa la pesante carcassa di ragno nell°acqua con l'intento di attirare il serpente in superficie. L°attacco del serpente non tarda ad arrivare e come previsto dal burbero llud addenta la carcassa di aracnide. Giannunzio, in attesa del riemergere del serpente, nonostante sia bersagliato dalle piccole frecce avvelenate dei cavalca lupi non si lascia sfuggire l'occasione e lo colpisce con un'altra delle sue sfere infuocate, che ancora una volta si manifesta come fulmine fiammeggiante. Il serpente si gira e cade all'indietro, restando pancia all'aria. Rodrigo lancia un ringhio gutturale verso il compagno per avergli "rubato la preda".

I cavalca lupi dopo aver combattuto il ragno che li aveva attaccati battono in ritirata, lasciando sul campo un caduto. Diomira è l'unica che ha l'idea di perquisirlo, e nella sua bisaccia troverà tra le altre cose alcuni smeraldi, che intasca per finanziare la sua nascente chiesa senza dire nulla agli altri.

Wotan si immerge nella pozza e scopre che è profonda almeno una decina di metri; ci sono inoltre delle correnti sommerse.

Una delle uova del nido è scomparsa, un'altra l'ha presa Bastiano ed al nido ne restano due, una delle quali è senza vita. Bastiano fa per prenderle tutte ma Yelena insiste per lasciarne una, quindi viene raccolta solo quella senza vita.

Dal corpo del serpente viene estratto del veleno che sarà conservato in una borraccia. Wotan inoltre riesce a prelevare un ampio lembo di pelle delle dimensioni di un lenzuolo. La testa viene quindi mozzata e sezionata in modo di rimuovere la mandibola: è ferma intenzione di tutti trasportarla come trofeo agli uomini rana, ma le dimensioni sono ragguardevoli e quindi è necessario ridurle come possibile.

Fine ventiduesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Roman Semenenko

: L°aria diventa elettrica Post dal blog

Toad Texturing by Piotr Wilk

Giungla di Tiwia, sera del 10° sener pieno (23 agosto)

Attorno al fuoco da campo la sera il gruppo discute su diverse ipotesi riguardo all°origine di questi naga giganteschi, alla seconda creazione e alla sua differente interpretazione tra sciamani e custodi. Secondo Romilda, Diomira dice cose strane - e che sanno di eresia - per essere una custode. Giannunzio prende da parte la sacerdotessa le chiede se sia saggio far tornare Romilda a Torana prima di averla "guarita" dalla sua maledizione portatrice di sventure. Si decide di restare un altro giorno per cacciare e magari trovare un trofeo per impressionare il generale prima di ripartire verso Torana.

Durante il loro turno di guardia Wotan e Giannunzio discutono sul fatto che quest'ultimo abbia appiccato il fuoco ad un albero e si propone di aiutarlo a controllare il suo potere. In effetti la zona ha modificato gli effetti dei poteri del nomade rendendo le fiamme cariche di elettricità, senza contare che Silvy è entrata in connessione con lui ed anche lei viene avvolta dalle fiamme quando il nordan le invoca. Si tratta decisamente di una cosa molto strana sulla quale è il caso di indagare.

Il rumore di qualcosa di grosso che si avvicina trascinandosi li interrompe. I due decidono di indagare e svegliano Diomira per avvisarla. Una grossa sagoma esce dall°oscurità e si rivela essere un enorme rospo molliccio di due metri, identico al rospo fatto apparire da Alona quel pomeriggio. La lingua saetta verso Wotan, che però la schiva. La punta bulbosa della lingua colpisce invece uno dei ripari, e quando la ritrae questa inaspettatamente si strappa come se la creatura si stesse disfacendo. Il rospo tenta quindi di saltare in avanti, ma invece inizia a rotolare velocemente in avanti appallottolandosi e lasciando a terra lembi di tessuto filamentosi. In un istante è addosso al gruppo, ed in quel momento esplode investendo tutti con una copiosa quantità di icore acido. Nel momento in cui questo inizia a bruciare dolorosamente la pelle dei tre, questi si svegliano di soprassalto urlando: era un incubo. Wotan e Giannunzio si erano addormentati durante il turno ed hanno fatto entrambi lo stesso incubo, come pure Diomira. L'incubo era così realistico da averli provati come se fosse stato vero.

Giungla di Tiwia, sera del 10° nehener pieno (24 agosto)

E° l°alba, Bastiano si sveglia molto bene forse per il fatto che ha saltato il suo turno di guardia.

Alcuni hroak cominciano a preparare un buffet e Diomira cuoce alcuni pezzi di cibo per evitare brutte sorprese digestive. Dopo poco una dozzina di altri uomini-rana armati si avvicina al buffet spintonando i loro paesani e cominciano ad abbuffarsi buttando a terra con disprezzo il cibo cotto. Bastiano che si era svegliato bene raccoglie il cibo e lo rilancia addosso alle rane scortesi che chiaramente sono dei provocatori mandati dal generale. Sta per scoppiare una rissa quando Diomira si intromette riuscendo con la sua magia a intimidire la sporca dozzina che si allontana senza altri problemi dopo poco.

Si parte per l°esplorazione. L'idea è quella di cercare una via che aggiri il lago passando a sud est per poter tornare senza dover attraversarlo con imbarcazioni, dato che gli uomini del generale potrebbero rappresentare un serio pericolo.

L°ambiente si fa subito cupo e molto umido. Silvy non perde l°orientamento e Bastiano, aiutato da Romilda, evita al gruppo di impantanarsi, ma il viaggio è comunque molto difficoltoso. A mezzogiorno diventa ormai chiaro che si è entrati in una palude che corre lungo un fiume emissario del lago.

Di lì a poco trovano una sorta di totem costituito da un palo annerito dall'umidità su cui è incastrato il teschio di un "cinquemani" adornato con dei rametti a raggera che fanno pensare ai palchi di un cervo. La logica suggerisce che sia il confine del territorio dei cavalcalupi, anche se Bastiano non riesce a trovare prove che confermino questa sua teoria: forse a causa della troppa umidità è difficile trovare delle tracce.

Si decide di tornare verso il lago cercando di cacciare qualcosa da mettere sotto i denti. Bastiano, di nuovo aiutato da Romilda, come solo un cacciatore esperto sa fare, nei pressi di un boschetto riesce a trovare delle uova di grosse dimensioni semi-coperte dal terriccio. Wotan le riconosce immediatamente come essere di serpente ma hanno un diametro di 25cm che è inconcepibile. Non dovrebbero esistere. Nella mente di Rodrigo risuona la parola naga! Le uova sono cinque, ma una sembra essere priva di vita. I gusci non sono rigidi al tatto. Bastiano alla parola serpente alza gli occhi verso gli alberi aspettandosi di trovare la madre delle uova appostata su di un ramo pronta all°attacco, ed in quel momento si accorge che un enorme albero lì vicino si rivela essere un serpente gigantesco, sicuramente oltre i venti metri. Rodrigo estrae la sua arma e si accorge che in quell'esatto momento la carica elettrica infusa da un crypto il giorno prima perde tutta la carica. Una frazione di secondo dopo il serpente sputa un ampio cono di veleno che investe tutto il gruppo.

Gorilla e ragni giganti, esplorazioni difficoltose... non sarà che veramente Romilda porti sventura? Questo è quello che si chiederebbero tutti se non avessero questioni più urgenti da sbrigare...

Fine ventunesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Piotr Wilk

: °Ananas° Post dal blog

Blackwood spider by Wietze Fopma

Giungla di Tiwia, primo pomeriggio del 10° sener pieno (23 agosto)

Improvvisamente un ragno cade addosso a Bastiano e lo imprigiona con una rete di ragnatela tenuta fra le zampe. Rodrigo va a vuoto e Wotan non riesce ad imprigionare un altro ragno.

Giannunzio lancia un'altra sfera di fuoco, ma stavolta sente il braccio formicolare ed il globo è avvolto da scariche elettriche. Il colpo è molto più potente di quanto si aspettasse e abbatte il ragno che muore accartocciandosi. Il colpo successivo si manifesta invece come un fulmine fiammeggiante. Qualcosa di strano è all°opera evidentemente in quella zona dell°isola.

In lontananza si sentono rumori di lotta e i terribili colpi fanno tremare il terreno. Bastiano strappa la ragnatela che lo imprigiona appena in tempo per difendersi dai due ragni che tentano di morderlo.

Invisibili fili di ragnatela tesi ovunque iniziano ad intralciare i movimenti di tutti tranne Giannunzio, che è fiammeggiante, e Wotan, che è al sicuro nella sua tana di rovi.

All°improvviso e con grande fragore le fronde degli alberi sono schiantate da un enorme "tronco" peloso che cade su Alona, Rodrigo e Bastiano, quest'ultimo colpito in modo particolarmente violento. L'oggetto, che si rivela essere una zampa del ragno "madre", separa il gruppo in due parti. Altri ragni "cucciolo" arrivano sul campo di battaglia. Alona usa un suo potere per trasportare nella realtà l'immagine onirica di un enorme, grasso rospo che dardeggia la sua lingua molliccia per tentare di divorare i ragni sul campo di battaglia, tenendoli alla larga. Dall°altra parte dell°enorme arto reciso Diomira viene colpita alla spalla. Il veleno le brucia nella ferita e sta quasi per svenire, ma si afferra con tutte le forze al suo bastone e, per una volta infuriata, raccoglie tutte le sue energie per scagliare un lampo arcano verso la creatura che l°aveva colpita tagliandola di netto in due parti.

La battaglia infuria e infine i ragni vengono sconfitti. Rodrigo ne uccide uno intrappolato dai viticci di Wotan, ma il westan aveva intenzione di calmarlo e mandarlo via. L'inutile atto di crudeltà innescherà una discussione tra i due.

Bastiano si è accorto che durante il combattimento Wotan non lo ha mai aiutato; non è certo delle cause anche se suppone sia legato alle azioni dei suoi avi.

Le discussioni stanno per prendere una brutta china quando Yelena è costretta ad intervenire per evitare che si protraesse oltre il necessario.

Alona e Diomira tentano invano di estrarre del veleno dalle carcasse. Giannunzio recupera una ghiandola sericigena che pare possa esplodere sull°obiettivo invischiandolo. Vengono inoltre recuperate alcune zanne che possono essere di interesse per il conte.

Alona spiega che il rospo gigante era una sua "illusione onirica", e dice che se il gruppo vede cose strane probabilmente è opera sua. Tuttavia, giacché di cose strane ne incontrano molte, si decide di stabilire una parola di sicurezza per avvisare il gruppo. Diomira propone scherzosamente "ananas", ma Yelena la trova un'ottima idea: una parola abbastanza esotica da essere inequivocabile.

Nel frattempo lo scontro tra il ragno ed il primate è terminata, e del secondo non c'è più traccia. Il gruppo raggiunge ed ispeziona la carcassa del ragno gigante. La chitina sembra stranamente molliccia tanto da non rendere possibile la sua esistenza di una creatura così grossa e cosa ancora più strana sembra si stia decomponendo molto velocemente. Sulle zampe viene rinvenuto del muschio il che fa pensare che si tratti di una creatura antica o che è stata immobile a lungo. Diomira e Rodrigo rinvengono sull'addome della creatura un enorme simbolo che rappresenta un vincolo, ma non è possibile capirne i dettagli. La creatura è dunque un naga anche se è strano che possa riprodursi. Forse è stata l°anomalia (o seconda creazione come la chiama Diomira) ad aver prodotto un simile mostro. 

Bastiano, che non sta passando una buona giornata, nel tentativo di estrarre uno degli occhi viene spruzzato con un liquido che pare inchiostro e gli lascia una strisciata indelebile sul volto e pure sui denti.

Si torna all°accampamento nella baia e nella notte, durante il turno di guardia di Wotan e Giannunzio, qualcosa si avvicina al campo...

Fine ventesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Wietze Fopma

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