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Lords of Knowledge è un Gioco di Ruolo tradizionale (carta & matita) con un'ambientazione a metà tra fantasy e fantascienza fatto di Acciaio, Magia e Tecnologia.

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Ultime Notizie

: [RdL] La battaglia di Torralta, parte 1 Post dal blog

Electronic Angel by Aroonna

Pressi di Torralta, mattino dell’8° Ahoer pieno (11 agosto)

Anudahabi trova alcune erbe necessarie alle sue invocazioni. Di nascosto dai suoi compagni pone una domanda alla dea Anui, chiedendo se il suo sacrificio le sarà gradito. La Dea risponde positivamente, dando coraggio allo sciamano.
Tornato dagli altri invoca un’aurora per infondere ottimismo nelle truppe.

La colonna arriva a Torralta alle 10. Tra le truppe nemiche si vedono vari giganti meccanici, e sopra i resti del castello ci sono tre navi volanti. Dei colossi nemmeno l’ombra. L’assalto è pianificato per mezzogiorno. Alcuni ambasciatori sono inviati a trattare, ma senza successo.

Arriva la Tempesta, dalla quale sono calati sul campo alcuni giganti meccanici llud. Sono in inferiorità numerica, circa tre a uno, ma sono evidentemente più sofisticati.

Pressi di Torralta, mezzogiorno dell’8° Ahoer pieno (11 agosto)

La battaglia ha inizio.
La prima linea è composta da un lato dai Lancieri di Lagogrande, dall’altro dagli Ammazzagiganti, tra i quali ci sono Medòm e Bodo.
Alcuni cavalieri cadono in buche scavate nel terreno appositamente per spezzare la carica della cavalleria. Medòm riesce a controllare la sua cavalcatura, ma viene colpito ad una gamba da una freccia: tra i brone ci sono molti arcieri che stanno bersagliando le truppe llud.

Sul campo di battaglia si distingue una brone in grado di volare grazie ad un dispositivo indossato come uno zaino. Sferra rapidi attacchi per poi tornare in quota, in modo da sottrarsi alla risposta delle armi bianche.
Bodo, coperto da Medòm, bersaglia la brone volante, mettendola in difficoltà, ma poi verso di loro incede un fante corazzato. La sua armatura sembra - più che essere costruita - scolpita in un unico blocco di metallo. Medòm colpisce con tutta la sua forza il fante al volto, che incassa quasi senza nemmeno piegare la testa di lato. Il nordan inizia ad indietreggiare, incitando il compagno a fare altrettanto.

Immagine (c) by Aroon Nachatri

: [RdL] L'arma segreta Post dal blog

(c) by Samouel

Casteltilean, mattino del 8° Tahner pieno (8 agosto)

La testa della spedizione militare è in procinto di partire. Anudahabi, Bodo e Medòm si stanno preparando a loro volta quando vengono interrotti da Armida, che gli chiede di incontrarsi in una stanza specifica nell’ala riservata agli uomini della corporazione.
Giunti sul luogo, Armida scopre con disappunto che la stanza è occupata. Cerca di convincere l’occupante che lei e gli altri sono lì per cercare “dispositivi particolari” a seguito di una soffiata. L’uomo non le crede, soprattutto perché sprovvista di un’autorizzazione. Sbatte loro la porta in faccia.
Armida spiega agli altri che si dovevano incontrare qui con un’altra persona, e devono assolutamente liberare la stanza prima che arrivi teletrasportandosi. La psicoscienziata sostiene di poter usare uno dei suoi poteri per convincere l’occupante della stanza ad allontanarsi, se qualcuno di loro riesce trattenerlo sulla porta per una trentina di secondi.
Bodo torna a bussare finché, il tipo, spazientito, apre nuovamente la porta, ma qualcosa va storto: invece di attivare il suo potere Armida rilascia una scarica elettrostatica che interessa lei e Bodo. La ragazza sviene. Medòm fa un passo avanti e la prende al volo prima che cada a terra, e spiega allo sconosciuto che è una cosa che le capita spesso. Lo sconosciuto spiega di essere un dottore, ed insiste per portare Armida in infermeria. Bodo, Anudahabi e Medòm ne approfittano per entrare nella stanza. Si rendono conto solo allora che è la stessa stanza dove hanno incontrato Rando.
Nel frattempo Armida riesce ad usare il potere di dominazione ed ordina allo sconosciuto di restare in infermeria per due ore, quindi si unisce agli altri.

Dopo pochi minuti nella stanza appaiono due persone: Eracleo ed il maestro Kaldaw. Lo psicoscienziato dice di avere buonissime notizie (anche se il maestro del tempio non sembra condividere il buon umore dello psicoscienziato): dopo lo studio dell’oggetto reperito all’interno del colosso sembra siano riusciti a capire cosa li animi e come distruggerli. Porge al gruppo un oggetto molto simile ad una spada, spiegando che si tratta di una sorta di antenna. Sarà sufficiente avvicinarsi ad almeno 10 metri da un colosso ed attivarla per distruggere TUTTI i colossi esistenti. Sembra fin troppo facile, ed in effetti Kaldaw aggiunge, nonostante il dissenso di Eracleo che l’attivazione dell’arma causerà la morte di Luce. Eracleo sostiene con insistenza che si tratta di un sacrificio necessario ed accettabile. In caso contrario quanti uomini perderanno la vita a causa del conflitto? Quante famiglie perderanno la loro casa? Quanti bambini resteranno orfani dei loro genitori? La vita di una singola bambina vale quello di migliaia di soldati?
Kaldaw suggerisce che la vita della bambina può essere salvata. Nuovamente Eracleo si mette a discutere con il maestro del tempio affinché non riveli informazioni non necessarie, ma il maestro procede: i brone hanno individuato una sorta di spaccatura nel mondo spirituale, e l’anno utilizzata per connettere lo spirito di innocenti alla materia che compone i colossi dando loro vita. Lo spirito di Luce ha la stessa “forma” ed è abbastanza potente da poter chiudere tale spaccatura, recidendo ogni connessione con i colossi esistenti ed impedendo la creazione di nuovi. E’ per questo che è richiesto il suo sacrificio per distruggere i colossi.
Tuttavia, procede Kaldaw, secondo le sue analisi (non confermabili, sottolinea Eracleo), il medaglione di Medòm in quanto collegamento con la bambina permetterebbe di modellare uno spirito secondo la “forma” di quello di lei, in modo da poter usare questo secondo spirito per chiudere la frattura.
“E lo spirito della bambina?”, chiede Anudahabi.
“Perderebbe tutto il suo potere”, gli risponde Kaldaw.
“Diventando una bambina normale?”
“Diventando una bambina normale”
Eracleo insiste e sottolinea che non c’è nessuna garanzia che il processo di interposizione funzioni, e rischierebbe di sprecare la loro unica possibilità di fermare l’avanzata dei brone, ma oramai Anudahabi ha già preso la sua decisione.

Dopo essersi separati da Eracleo e Kaldaw, il gruppo si riunisce in un luogo appartato. Utilizzano il medaglione di Medòm per parlare con Luce. La bambina dice di essere circondata da “luci” molto luminose ma dai colori opachi. Il gruppo dice di essere prossimo ad una possibile battaglia, e chiede il suo aiuto. La bambina dice che farà il possibile per loro.

Casteltilean, primo pomeriggio del 8° Tahner pieno (8 agosto)

La spedizione è partita da qualche ora. Il gruppo raggiunge la testa del convoglio e si uniscono a sir Martòn, che scambia battute soldatesche con Medòm per spezzare la tensione.
Alla sera Medòm consegna il medaglione a Bodo in quanto lui sarà impegnato in prima fila. La spada sarà invece custodita da Anudahabi.

Verso torralta, mezzogiorno del 8° Sener pieno (9 agosto)

Il convoglio giunge alla fattoria dove Anudahabi, Bodo e Medòm hanno alloggiato qualche giorno prima mentre erano in missione diplomatica.
Il luogo è stato completamente razziato di ogni bene di minimo valore, ed ora è deserto.

Pressi di Torralta, sera dell’8° Nehener pieno (10 agosto)

Il convoglio giunge nei pressi di Torralta. La tensione è altissima e si parla il minimo indispensabile, mentre ci si organizza all’assalto. L'arrivo della nave di appoggio Tempesta non migliora gli umori. I più pregano, alcuni cercano conforto tra le braccia delle prostitute, quasi nessuno riesce a dormire.

Immagine (c) by Vasily

: [RDL] - Intermezzo - Post dal blog

art by Andrian Luchian
Una stanza buia

Nell’ombra un llud con innesti tecnologici si versa da bere in un calice. Di fronte a lui, sopra un disco orizzontale, si illumina una sfera. Lentamente al suo interno appare un brone, a sua volta intento nel versarsi da bere in un calice.
L’uomo della sfera parla in lingua brone: “Mantar! Quanto tempo dall’ultima volta!” Sorride.
L'altro risponde al sorriso e prosegue, in labeno “Mai abbastanza, vecchio mio. Mai abbastanza.”
I due alzano i calici e bevono un sorso.
“Kurdrov, il tuo è stato un colpo basso. Non sapevo nulla di questi colossi. Non hai rispettato le regole”. A dispetto del tono, sembra divertito.
“Lo so, lo so…” replica Kurdrov con aria fintamente affranta, “non è stata tutta opera nostra… gli oracoli ci stavano col fiato sul collo e l’imperatore smaniava… non ho potuto far diversamente, spero non sia stato un problema per te.”. Fa un’alzata di spalle.
“Eh eh, ma no, ma no… tuttavia le regole devono essere seguite. Vorrà dire che stavolta anche tu avrai una sorpresa”, Mantar stuzzica l’interlocutore.
“Di cosa si tratta?”
“Te l’ho detto, è una sorpresa. Diciamo solo che è meglio se non mandi le corazzate alle quali sei più affezionato.”
“Non si tratterà mica di cannoni!”
“Macché! Nessuno vuole sapere della loro esistenza. No, non si tratta di armi da fuoco… anche se le avresti preferite a quello che stiamo preparando”
L’immagine di Kurdrov si avvicina all’interlocutore: “Adesso sono proprio curioso di sapere di cosa si tratta.”
“Tranquillo. Saranno messe in campo al prossimo scontro. E quando tutto sarà finito ti manderò gli schemi per gli scudi.”
“Ed io ti manderò informazioni sui rituali per neutralizzare i colossi.”
“Ottimo. E con questo direi che anche stavolta il conflitto è stato un successone.”
I due alzano ancora una volta il calice e poi ne consumano il contenuto in un ultimo lungo sorso, dopodiché la figura luminosa nella sfera sparisce nel silenzio, lasciando Mantar nel silenzio.

Immagine (c) by Andrian Luchian


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